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I MERCATI
Il processo di integrazione europeo con il conseguente affermarsi dei principi comunitari di libera concorrenza,
l’evoluzione socio-economica e tecnologica dei settori regolati, hanno contribuito al progressivo superamento dei
modelli di gestione monopolistica dei servizi pubblici. Un tale scenario, unitamente agli indirizzi comunitari, ha
determinato l’esigenza di reimpostare gli assetti organizzativi, i ruoli e i compiti degli Enti di gestione dei servizi,
variando le regole che presiedono alla disciplina dei rapporti con l’utenza.
Le Istituzioni hanno così progressivamente lasciato il compito di erogare i servizi per coprire quelli di garante e regolatore
dell’operato dei soggetti pubblici o privati cui è affidata la gestione degli stessi. Nel settore dei servizi si sono tracciate
due posizioni cui fanno capo le diverse ma complementari funzioni strategiche: da un lato l’ente locale, che ricopre
un ruolo di indirizzo e controllo; dall’altro il soggetto erogatore che organizza e svolge materialmente il servizio.
La progressiva liberalizzazione dei servizi pubblici ha determinato una crescente attenzione alla tutela ed alla soddisfazione
delle esigenze del Cliente.
La qualità dell’erogazione del servizio ha assunto una rilevanza concreta rispetto
agli aspetti quantitativi delle prestazioni, e le problematiche connesse alla garanzia della qualità del servizio
hanno assunto un ruolo di primo piano negli obiettivi delle Autorità garanti del mercato. In quest’ottica sono stati
introdotti nelle aziende strumenti quali carte dei servizi, codici di condotta commerciale, strumenti per l’attenzione e
la misura della customer satisfaction, determinando trasformazioni sostanziali nell’organizzazione del servizio da erogare e nella struttura di coordinamento e di conduzione dei soggetti erogatori dei servizi.
Lo scenario illustrato fa
bene intendere come le aziende del settore con dimensioni medio piccole si stiano trovando di fronte a due possibili
scelte: o quella di cedere le attività a gruppi nazionali o multinazionali (ex monopolisti e non) e ritirarsi dal mercato,
oppure quella, ben più stimolante e coerente con le esigenze di difesa del valore costituito dalla permanenza
dell’azienda sul territorio, di cercare l’ampliamento del proprio segmento commerciale, magari con la creazione di
consorzi interaziendali per la gestione di risorse di interesse comune.
EGEA sta perseguendo questa seconda strada:
da azienda del gas a carattere locale si è tramutata in azienda multiutility a tutti gli effetti, seppur mantenendo le proprie radici sul territorio di origine, mirando all’espansione geografica dei servizi oltre i confini del Cuneese.
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